In relazione all’intervenuto D.P.C.M. 08 marzo 2020 ed alla nota di chiarimento del Ministero degli Affari Esteri è necessario evidenziare al datore di lavoro alcuni aspetti principali.

È necessario che vengano definite formalmente dal datore di lavoro e comunicate al personale dipendente in accordo a quanto stabilito dall’art. 1 comma 1 del DPCM in oggetto considerato che la sede aziendale ed eventuali unità operative ricadono all’interno delle province indicate. In particolare si evidenziano le criticità correlate al rispetto del comma a) “Evitare ogni spostamento delle persone fisiche in entrata e in uscita dai territori di cui al presente articolo, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza”

In relazione al personale dipendente e/o collaboratori, dovranno essere definiti gli “spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative” tenuto conto dei chiarimenti ad oggi forniti e che nei prossimi giorni potrebbero essere diramati. Inoltre si raccomanda di valutare come indicato nel DPCM all’art. 1 la possibilità di “promuovere, durante il periodo di efficacia del presente decreto, la fruizione da parte dei lavoratori dipendenti dei periodi di congedo ordinario e di ferie, fermo restando quanto previsto dall’articolo 2, comma 1, lettera r)” ovvero le modalità di lavoro agilesmartworking” che può essere applicata per la durata dello stato di emergenza dai datori di lavoro a ogni rapporto di lavoro subordinato nel rispetto dei principi vigenti anche in assenza degli accordi individuali previsti. (cfr. art. 2 comma 1 lett. r)

In relazione a fornitori, clienti, consulenti, visitatori, trasportatori, dovranno essere definite le modalità di accesso. In particolare per l’aspetto inerente i trasporti si ricorda che la circolare informativa ha previsto “Le merci possono entrare ed uscire dai territori interessati. Il trasporto delle merci è considerato come un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci.”

In relazione a eventi aziendali e/o riunioni si raccomanda di rispettare quanto previsto nel D.P.C.M.

È fondamentale:

  • Provvedere a dare a ciascun dipendente eo interinale e/o collaboratore un’informativa scritta sulla problematica del coronavirus COVID-19, che contempli gli adempimenti previsti nei casi specifici dal DPCM e dalle norme attualmente vigenti, illustri la sintomatologia, le modalità di contatto e le modalità di comportamento nei luoghi di vita e di lavoro. È necessario informare il personale anche sulle modalità di comunicazione del proprio stato di salute all’azienda ed ove necessario alle autorità competenti.
  • Affiggere il decalogo dei 10 comportamenti minimi da tenere ivi compreso il rispetto della distanza droplet negli accessi allo stabilimento, aree di utilizzo caffè, aree di ristoro, spogliatoi, servizi.
  • Affiggere le indicazioni del Ministero della Salute ivi allegate sulle modalità di lavaggio delle mani negli antibagni e presso ogni lavandino aziendale
  • Affiggere le indicazioni del Ministero della Salute nelle aree di ingresso agli stabilimenti.

Provvedere ad informare delle procedure che si è deciso di adottare per coloro che accedono agli stabilimenti, avendo contezza di ricevere formalmente la conferma che coloro che accedono allo stabilimento non presentano determinate casistiche (fare una modulistica da fare controfirmare).

Provvedere ad aggiornare la valutazione dei rischi relativamente alla parte correlata al coronavirus, con le misure adottate e stabilire le procedure aziendali di emergenza.
  1. dotazione di dispenser distributore di igienizzante per le mani all’ingresso delle sedi di lavoro con cartello indicante la necessità di disinfezione delle mani (valido anche per l’ingresso di utenti esterni);
  2. dotazione di dispenser distributori di igienizzanti anche in altre postazioni nei reparti produttivi in modo da favorire il personale nell’utilizzo costante della disinfezione personale delle mani;
  3. dotazione di disinfettanti per superfici e panni di carta usa e getta, per le postazioni destinate ad accogliere utenti esterni, postazioni di ufficio e ogni altra postazione fissa dei lavoratori in produzione;
  4. far effettuare una pulizia con disinfettanti dei locali chiedendo la tipologia dei prodotti che verranno impiegati per una verifica degli stessi;
  5. limitare al minimo indispensabile le attività di front office e/o incontri – preferire, ove possibile, gestioni telefoniche o telematiche. Ove non possibile e strettamente necessario, valutare opzioni con eventuale utilizzo di mascherine per la protezione delle vie respiratorie e rispetto “criterio di distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti). Mettere pertanto a disposizione, ai soli lavoratori interessati e coinvolti in tale situazione, maschere facciali filtranti di categoria FFP2, marcate CE in conformità alla EN 149;
  6. evitare le strette di mano;
  7. evitare momenti di aggregazione come alla macchinetta del caffè e pause ristoro e mensa. Si consiglia di stabilire delle pause caffè ristoro e mensa in turni in modo da garantire il rispetto della distanza droplet” (almeno 1 metro di separazione tra i presenti);
  8. mettere a disposizione del personale fazzoletti usa e getta in caso di necessità;
  9. tenere puliti i cestini, evitando l’accumulo di fazzoletti e carta all’interno;
  10. informare i lavoratori che al termine del lavoro è importante mantenere sempre pulita e disinfettata la postazione passando le superfici con panni disinfettanti forniti dall’azienda;
  11. ogni addetto al primo soccorso, prima di intervenire su un collega utilizzi subito la mascherina di protezione FFP2 e guanti di protezione in lattice;
  12. evitare le trasferte nei termini delle disposizioni del DPCM e successiva normativa di chiarimento;
  13. come da DPCM, ai soggetti con sintomatologia da infezione respiratoria e febbre (maggiore di 37,5° C) è fortemente raccomandato di rimanere presso il proprio domicilio e limitare al massimo i contatti sociali, contattando il proprio medico curante;
  14. come da DPCM, è fatto divieto assoluto di mobilità dalla propria abitazione o dimora per i soggetti sottoposti alla misura della quarantena ovvero risultati positivi al virus;
  15. osservare l’allontanamento immediato dal lavoro di qualunque lavoratore manifesti sintomi ascrivibili a quelli del coronavirus ed interdizione per lo stesso al rientro al lavoro fino ad accertata negatività rispetto al virus o a completa guarigione;
  16. osservare l’allontanamento immediato dalla sede di qualunque persona manifesti sintomi ascrivibili a quelli del coronavirus ed interdizione per lo stesso fino ad accertata negatività rispetto al virus o a completa guarigione.

Per garantire la prevenzione della diffusione del virus, si ricorda che coloro che abbiano sintomi che possano essere, sulla base di quanto stabilito dalle autorità sanitarie competenti, indicativi di possibile infezione (febbre, mal di gola, tosse, rinorrea, difficoltà respiratorie, sintomatologia simil-influenzale) non devono accedere alle sedi aziendali. Gli stessi, seguendo i protocolli che sono stati indicati dalle autorità sanitarie competenti, dovranno informare l’azienda, rivolgersi telefonicamente al proprio medico curante o al numero nazionale dell’emergenza (112), o ancora, per esigenze informative, al numero verde (1500) del Ministero della Salute o al numero della Regione Veneto 800 462 340. Si ricorda che esistono diverse cause di malattie respiratorie e il nuovo coronavirus può essere una di queste.

Per ogni altro chiarimento è fondamentale tenersi aggiornati sul sito del ministero della salute:
http://www.salute.gov.it/nuovocoronavirus sul portale del governo e della Regione.

Il nuovo coronavirus è un virus respiratorio denominato (SARS-CoV-2) che causa la malattia respiratoria chiamata COVID-19. Il virus si diffonde principalmente attraverso il contatto con le goccioline del respiro delle persone infette ad esempio tramite:

  • la saliva, tossendo e starnutendo;
  • contatti diretti personali;
  • le mani, ad esempio toccando con le mani contaminate (non ancora lavate) bocca, naso o occhi;
  • intervenendo in caso di un infortunio.

In rari casi il contagio può avvenire attraverso contaminazione fecale. Normalmente le malattie respiratorie non si tramettono con gli alimenti, che comunque devono essere manipolati rispettando le buone pratiche igieniche ed evitando il contatto fra alimenti crudi e cotti. Non esiste un trattamento specifico per la malattia causata da un nuovo coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini per proteggersi dal virus. Il trattamento è basato sui sintomi del paziente ed è prevista solo terapia di supporto. Terapie specifiche sono in fase di studio. È pertanto fondamentale evitare il contatto stretto ad alto rischio ovvero mantenere il rispetto della distanza droplet [caduta delle goccioline emesse] per il quale si prevede almeno 1 metro di separazione tra i presenti.

Infografica sulle regole di prevenzione

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Nota esplicativa al DPCM 8 marzo 2020

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DPCM 8 marzo 2020

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Direttiva DPCM 8 marzo 2020

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Opuscolo Ministero Della Salute

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Poster Ministero Della Salute

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